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Capoluogo e Frazioni

Cornedo Vicentino

Comune in provincia di Vicenza

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Abitanti: 12.500 (circa)
Frazioni: Cereda, Montepulgo, Muzzolon, Spagnago
Superficie: 23,49 kmq.
TOPONIMO
Il nome "Cornedo" (da cornus = corniolo o Cornetum = selva di cornioli) è di origini latine ed è collegabile alla presenza sul territorio di numerosi cornioli, piante selvatiche dai piccoli frutti commestibili, di sapore leggermente asprigno.
L’aggettivo "vicentino" è stato aggiunto dopo l’annessione del Veneto al Regno d’italia, per favorire la chiara ed immediata identificazione della località.

CENNI STORICI

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Comune della Valle dell'Agno, Cornedo divenne località di una certa importanza probabilmente a partire dall'epoca romana, anche se nel suo territorio, come in tutto il resto della valle, ritrovamenti archeologici testimoniano la presenza dell'uomo fin dall'epoca preistorica. Un primo sviluppo Cornedo lo conobbe durante l'Alto Medioevo, quando l'abitato, che si suppone sorgesse ai piedi del colle di San Sebastiano, venne protetto da un castello. Secondo i documenti pervenutici questa fortificazione è preesistente l'anno 974 e fu concessa in feudo con annessi beni e terre ai nobili Miglioranza, appartenenti ad un ramo collaterale della casata dei Trissino. Per la sua posizione il Castello di Cornedo era considerato punto strategico sulla via di accesso alla Germania e venne a lungo dominata dagli imperatori, attraverso l'investitura feudale concessa a uomini di fiducia: l'investitura ai Trissino, assegnata nel XIII secolo dall'imperatore Federico ll, fu ribadita da Ezzelino; dopo la morte di quest'ultimo Cornedo passò nelle mani dei Visconti e poi dei Dalla Scala.Immagine

La chiesa di S. Andrea, nella frazione di Cereda (località un tempo comune autonomo), è il primo edificio religioso assurto al rango di parrocchiale, a partire dal XIII secolo.
Cornedo seguì il destino di Vicenza ed accettò il dominio della Serenissima, sancito dall'atto di spontanea dedizione firmato nel 1404 dai vicentini. Durante il XV secolo Gian Giorgio Trissino riconquistò vasti territori della vallata appartenuti a proprietari o comunità che avevano scelto di mantenersi fedeli alla Signoria Viscontea. I Trissino rimasero i più potenti proprietari terrieri locali anche durante il lungo governo veneziano, anche se la dolcezza del territorio attirò molte famiglie del patriziato cittadino, che vi acquistarono terre e vi fecero costruire eleganti ville. Le condizioni di vita della popolazione rimasero però piuttosto difficili: indeboliti dal duro lavoro nei campi e malnutriti, gli abitanti furono facile preda di malattie come la pellagra e la peste. Le abitazioni erano poi miserevoli e poco salubri: rarissime le case costruite in muratura e fornite di coppi e solaio; la maggioranza della popolazione disponeva di capanne costruite con materiali poco resistenti come legno, paglia e fango. In tempi più recenti però le maggiori disponibilità economiche e la diffusione delle basilari nozioni igieniche determinò la costruzione di edifici "misti" con una zona focolare in muratura ed un porticato in materiale deperibile. L'evoluzione si compì durante il XVII secolo. Costruzioni ben più solide erano i numerosi mulini, le segherie ed i magli da officina, che sfruttavano la forza dell'acqua dei torrenti esistenti nel territorio. Il terreno fertile, la ricchezza d'acqua ed il clima mite contribuirono allo sviluppo economico e permisero la nascita di una rete fittissima di attività fra loro collegate e di grandezza medio piccola. Cornedo ebbe una evoluzione lenta ed equilibrata, culminata nell'ascesa economica successiva alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Principale caratteristica storico-artistica del territorio comunale è la presenza di alcune "ville di delizia", le tipiche ville fatte costruire dal patriziato della Serenissima nell'entroterra, per il duplice scopo di controllare il rendimento delle annesse proprietà fondiarie e di trascorrere piacevoli soggiorni estivi.

Villa Trissino (XV secolo)

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Villa Trissino (XV secolo) è la più antica e probabilmente la più pregevole dimora nobiliare presente a Cornedo. La villa fu fatta costruire, secondo le ricerche più recenti, da Giovanni Trissino, cugino del celebre letterato Gian Giorgio. L'edificio è una elegante costruzione dotata di loggiato a sette archi; il piano nobile è abbellito da una serie di finestre: due coppie monofore aperte a destra ed a sinistra di una trifora. La raffinatezza della struttura ne ha fatto attribuire l'esecuzione ad un artista della scuola di Lorenzo da Bologna. Villa Trissino è oggi proprietà comunale, ospita la Biblioteca Civica ed è sede di mostre, concerti, convegni.

Villa Pretto - Cassanello

La sede del Municipio di Cornedo Vicentino è Villa Pretto-Cassanello, originariamente di proprietà di Giuseppe Alberto Pretto, figlio di un cornedese emigrato a Genova, dove aveva fatto fortuna, e della moglie, la genovese di nobile famiglia Maria Cassanello. La villa è il risultato di una profonda ristrutturazione di un'antica casa dei Gonzati, con relativo brolo, effettuata negli anni attorno al 1920. La spettacolare bellezza e ricchezza del giardino, ora parco pubblico comunale, è dovuta principalmente alla passione per gli alberi e i fiori degli antichi proprietari. Le triste estinzione della famiglia, dopo la morte in età giovanile di entrambi i figli della coppia Pretto-Cassanello, ha portato, dopo varie vicende, all'acquisto di tutta la proprietà da parte del Comune nel 1970.

Villa Brunelli-Bonetti detta Veronica (1702)

La villa sorge ai piedi del Colle di San Sebastiano, circondata da piccole costruzioni e rustici destinati ad ospitare i contadini che lavoravano l'annessa proprietà terriera. Fu costruita per la nobildonna Veronica Maffei, che la lasciò in eredità ai Brunelli-Bonetti. L'edificio è arricchito dalla presenza di due loggette laterali.

Villa Gonzati-Ghellini-Mozzi (Settecento)

Edificio di struttura più modesta, sembra essere stato costruito da un architetto locale.

Villa Trettenero (Ottocento) è un semplice ma bell'edificio ottocentesco; altra tipica costruzione ottocentesca è il villino Gonzati, sobrio ed elegante. Sono, entrambi gli edifici, stati recentemente restaurati.

Chiesa di S. Sebastiano (1469)

Fu edificata ai piedi dell'omonimo colle, dove un tempo sorgeva il Castello. La chiesa fu affidata ai Servi di Maria, che aggiunsero alla dedicazione anche l'intitolazione alla Madre di Dio. La costruzione subì numerosi restauri che non intaccarono comunque le sobrie linee originarie. All'interno si possono ammirare, in cappella, un rilievo cinquecentesco raffigurante la Madonna; il Martirio di San Sebastiano di Antonio De Pieri ed un dipinto del Maganza raffigurante i Santi Carlo, Valentino e Bernardino.

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Chiesa di S. Rocco (1630) e di San Giovanni Battista (1966).

La chiesa parrocchiale dedicata a San Rocco fu costruita dopo la terribile pestilenza di manzoniana memoria come ringraziamento per lo scampato pericolo. Intorno alla metà degli anni Sessanta fu edificato un nuovo edificio parrocchiale, più ampio, dedicato a San Giovanni Battista: all'interno vi si possono ammirare la pala raffigurante l'immacolata Concezione fra i Santi Pietro e Gaspare, opera di Giovanni Buonconsiglio (1497), ed una Nascita del Battista di Alessandro Maganza; dietro l'altar maggiore si nota il tabernacolo quattrocentesco di Niccolò da Cornedo, datato 1450.

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INIZIATIVE E ATTIVITÀ SOCIO-CULTURALI

Tra le attività culturali ricorrenti e caratteristiche di Cornedo Vicentino si segnalano:
Il Falò della Stria (6 gennaio)
La "Caminada col minestron" attraverso le contrade di Cereda, per vedere i presepi allestiti dalle famiglie
Il Carnevale Cornedese, a cura dell'omonimo Comitato Benefico, con sfilata di carri allegorici.
La Festa dell'Anziano
La Festa del Bambino
La Minimarcia

ASSOCIAZIONI

Numerose sono le Associazioni operanti sul territorio. Ne riportiamo qui di seguito l'elenco aggiornato, che, da solo, suggerisce l'impegno e la vivacità de a comunità locale.

PRO CORNEDO
GRUPPO SCOUT
AlDO (Associazione Italiana Donatori Organi)
A.V.l.S. (Associazione Volontari Italiana del Sangue)
GRUPPO VOLONTARIATO
GRUPPO SOLIDARIETA' MISSIONARIA
BANDA CITTADINA CORNEDO
COMPLESSO BANDISTICO MUZZOLON
ASS.NE ALPINI CORNEDO
ASS.NE ALPINI MUZZOLON
ASS.NE ALPINI CEREDA
A.N.PI.
ASS. NAZ. COMBATT. REDUCI MUTILATI INVALIDI
ASS. NAZ. COMBATTENTI REDUCI CEREDA
ASS. NAZ. CADUTI E DISPERSI IN GUERRA
ASS.NAZ. AUTIERI D'ITALIA
ASS.NE COMMERCIANTI
ASSOCIAZIONE ARTIGIANI
COMITATO MOSTRA ARTIGIANATO
G.E.S. CEREDA
GRUPPO SPORTIVO "LE LUMACHE"
CONFEDER. NAZ. ARTIGIANATO
ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI
COMITATO BENEFICO CORNEDESE
ORATORIO Dl CORNEDO
ASSOCIAZIONE ANNI D'ARGENTO
Grazie all'appoggio del Comune, le Associazioni usufruiscono di incentivi economico-finanziari nonché dell'utilizzo di idonee sedi ed attrezzature. Il Comune si riserva inoltre la possibilità di affidare loro la gestione di strutture e servizi pubblici.

ECONOMIA

Cornedo Vicentino è un Comune relativamente piccolo ma densamente abitato e notevolmente sviluppato, grazie alla laboriosità dei suoi abitanti. Per un lungo periodo la Marzotto, la grande industria tessile di Valdagno, aveva "indirizzato" le risorse locali assorbendole per lunghi anni, e di fatto limitando molto la differenziazione. Cornedo, prima e molto più di Valdagno, ha visto l'affermazione dell'artigianato e della piccola industria che, seguendo lo schema di sviluppo tipico della valle, ha creato, a partire dagli anni 1960, una fitta rete di cellule imprenditoriali di piccola e media entità, ormai ramificata in molte direzioni. Precedentemente, anche Cornedo Vicentino è stata interessata da ricorrenti eventi economici recessivi che avevano spinto la popolazione veneta ed italiana in genere ad emigrare all'estero, in Germania, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada e Australia.

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L'agricoltura, dato il carattere collinare del territorio, non è riuscita a diventare competitiva e occupa ormai solo manodopera "part-time", risultando una voce integrativa nel bilancio delle famiglie cosiddette "a reddito misto", che possono contare su un introito principale dato dal lavoro in un altro settore, artigianato, industria o commercio. Trainanti sono stati, in particolare alcuni anni or sono, il settore tessile, il legno e la produzione mobiliera che aveva fatto conoscere Cornedo come "Brianza del Veneto", la lavorazione del marmo e della plastica e la produzione meccanica. Le modalità sono quelle poco sopra accennate: molte ditte a livello artigianale svolgono lavoro in gran parte per conto terzi. Gli ultimi studi lasciano però ipotizzare un prossimo sviluppo del terziario, soprattutto del commercio cornedese, il più "forte dell'intera area" e dei servizi, indispensabili per sostenere gli altri settori economici.

Spagnago

Frazione che si è costituita in tempi relativamente recenti, in un'area prevalentemente agricola, e si è aggregata intorno alla nuova Chiesa di San Giuseppe lavoratore, ed agli edifici scolastici.

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Muzzolon

Se ci si sposta da Cornedo in direzione di Valdagno si incontra la frazione di Muzzolon. La frazione è ricordata dal Quattrocento come sede di una chiesa intitolata a San Marco e dipendente da San Giovanni Battista di Cornedo; San Marco divenne parrocchia solo nel Cinquecento: nel frattempo la comunità di Muzzolon si era resa indipendente da Cornedo anche dal punto di vista amministrativo e tale rimase fino alla fine della prima Guerra Mondiale.

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Municipio di Muzzolon: il Municipio è un solido edificio di una certa importanza, unico edificio civile che potesse nei secoli passati competere con le sontuose ville patrizie esistenti sul territorio: sorge in frazione Muzzolon, contrada Roseton, e sembra essere stato il primo edificio comunale dell'intera vallata. La giustificazione di un edificio pubblico civile in data così alta può essere solo data dalla presenza a Muzzolon di abitanti provenienti dalla regione tedesca della Baviera, giunti a Muzzolon e nella zona di Recoaro a partire dalla fine del Duecento. Queste genti sono conosciute con il nome di "Cimbri" e si stabilirono in varie località, riuscendo a mantenere viva la propria identità fino ad oggi nella zona dell'Altipiano di Asiago, dei Monti Lessini e nei Tredici Comuni Veronesi: costoro si stanziarono in territori montuosi, ancora incolti ed isolati dai centri vicini. Questa condizione di isolamento perdurò a lungo e permise di mantenere coese le comunità, anche se la diversità di lingua e abitudini fomentò la scarsa considerazione di questi da parte della preesistente popolazione locale.

Montepulgo

La frazione è posta in prossimità del crinale che divide la vallata dell’Agno dal territorio di Malo e Isola Vicentina, in splendida posizione sulle colline, in direzione di Priabona.

Cereda

Cereda sorge sulle colline, nei pressi del capoluogo. Il toponimo sembra far riferimento, in analogia con il toponimo di Cornedo, ad un altro bosco, questa volta di Cerri, alberi simili alle querce (Cerretum). Il terreno è fertile ed il clima mite, tanto che Cereda era nota per le sue viti e per gli olivi. L'abitato assurse a una certa importanza già in epoca medievale e la chiesa, dipendente dalla vicina pieve di San Martino di Brogliano, divenne autonoma alla fine del XIII secolo. Gli Statuti di Cereda, quattrocenteschi, testimoniano la raggiunta autonomia amministrativa della comunità locale. Il Comune rimase autonomo fino al 1815, quando fu unito a Cornedo. La Chiesa di Sant'Andrea è una costruzione tardo settecentesca: ha subito numerosi restauri e rifacimenti e conserva un altare maggiore in marmo, pregevole opera dello scultore Orazio Marinali, ed un tabernacolo dello scultore Niccolò da Cornedo (sec. XV).

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I dipinti che ornano il presbiterio sono attribuiti alla scuola del Maganza. Chiesa della Madonna della Neve chiesetta cinquecentesca, fu in seguito notevolmente ampliata per il grande accorrere di fedeli. Villa Negri Bevilacqua (XVI secolo) è un edificio fatto costruire dai Trissino e poi trasformato, nel corso del XVIII secolo, da un radicale restauro.
Villa Tonin sorge poco discosta dall'edificio precedente ed è una costruzione settecentesca.