INFORMATIVA PERIODICA
DIRITTO SOCIETARIO - Srl, una riforma a metà senza la polizza per i soci
A due anni dal dlgs 6/03 incompiuta una delle novità del diritto societario.
A distanza di due anni dall'entrata in vigore del nuovo diritto commerciale, l'esecutivo non ha mai approvato il regolamento sulle polizze con cui i soci di una srl possono sostituire l'obbligo del versamento dei conferimenti in denaro oppure garantire la propria prestazione di opera e servizi. Uno degli aspetti più innovativi della riforma è rimasto sulla carta. Obiettivo della nuova legge, tra gli altri, infatti, era proprio quello di favorire il passaggio delle società di persone in società a responsabilità limitata e in questo contesto si inseriva il nuovo articolo 2464 del codice civile relativo ai conferimenti nelle costituende società a responsabilità. In particolare l'articolo prevede al terzo comma che il versamento in denaro possa essere sostituito da una polizza di assicurazione o da una fidejussione bancaria di importo corrispondente.
SEMPLIFICAZIONI - Gli atti notarili perdono l'obbligo dei testimoni
Modificate le norme notarili
La legge di semplificazione per il 2005 (legge 28 novembre 2005 n. 246) esclude la necessità dell’intervento dei testimoni nella quasi totalità degli atti pubblici redatti dai Notai. Donazioni, convenzioni matrimoniali, separazione dei beni, quando una delle parti non sa o non può leggere o scrivere o quando il notaio o la parte ne chiede la presenza rimangono gli unici casi in cui la loro presenza risulta obbligatoria.
DIRITTO CIVILE - Con il trust più tutele sul patrimonio
Dopo i paesi anglosassoni questo strumento sta avendo successo anche in Italia
I trust permettono ad un soggetto di affidare la proprietà e la gestione di un dato bene a un dato altro soggetto perché, nell’interesse di coloro che il settlor indica come suoi beneficiari, il trustee ne faccia un determinato utilizzo. Questo strumento rappresenta non soltanto una fra le possibili varie tecniche di pianificazione successoria o fiscale ma è un meccanismo che consente di tutelare una serie di interessi, lasciati in secondo piano dall’invecchiamento delle tradizionali categorie giuridiche da sempre utilizzate nel nostro paese. I trust possono essere di due tipi: quelli di interesse familiare e quelli di interesse imprenditoriale o finanziario.
IVA Tempi e modalità di registrazione delle fatture: le regole non sono derogabili
La Corte di Cassazione ha precisato che la norma che prevede che il contribuente deve annotare entro quindici giorni le fatture emesse, nell'ordine della loro numerazione e con riferimento alla data della loro emissione, in apposito registro (art. 23 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633), introduce un obbligo generalizzato di annotazione, fissando modalità ben precise per la relativa effettuazione, che non trovano deroga in altre previsioni di legge, essendo collegate alle scansioni temporali dei versamenti IVA.
(Cassazione tributaria Sentenza 03/02/2006, n. 2379)
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FAQ
Che cosa succede se il datore di lavoro fallito non è in grado di pagare al lavoratore il Trattamento di Fine Rapporto maturato?
Come previsto dall’art. 2 della Legge n. 297 del 1982, in caso di insolvenza del datore di lavoro a causa del fallimento, il lavoratore potrà rivolgersi al Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto, istituito presso l’INPS. Tale fondo ha proprio lo scopo di salvaguardare il pagamento delle somme maturate a tale titolo da parte del lavoratore o degli aventi diritto, sostituendosi al datore di lavoro insolvente. Il termine di prescrizione entro cui deve essere presentata la domanda è di cinque anni
Qual'è il termine di conservazione dei documenti fiscali?
In generale, e ai fini fiscali, i documenti rilevanti devono essere conservati almeno per i quattro anni successivi alla presentazione della dichiarazione dei redditi e IVA di riferimento (articoli 43 DPR 600/73 e 57 DPR 633/72). Nel caso di omessa dichiarazione il termine appena citato aumenta di un anno. Questi sono i "normali" termini entro cui può essere notificato l'atto di accertamento ai fini delle imposte sui redditi e del valore aggiunto. E' da ricordare, inoltre, che l'art. 5 bis co. 1 lett. e) del dl n. 282/2002 ha prorogato i termini citati di due anni, per tutti i soggetti che non si sono avvalsi delle norme relative al concordato per gli anni pregressi, dichiarazione integrativa e condono tombale di cui alla L. 27/2003 che ha convertito il dl in parola. Conviene inoltre prolungare i termini di conservazione anche per tener conto delle frequenti proroghe previste per l'esercizio dell'attività di controllo. Ci sono poi alcuni tipi di documento da conservare entro i termini di prescrizione del tributo (generalmente decennale).
Nel caso di cessione di azienda qual'è la responsabilità dell'acquirente per le imposte non pagate a suo tempo dal venditore?
L'art. 14 del D.Lgs. 472 del 1997 prevede che l'acquirente è responsabile in solido, salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda, per il pagamento di imposta e sanzioni per le violazioni commesse nell'anno della cessione e nei due precedenti, nonchè per quelle già irrogate e contestate nello stesso periodo. Per limitare la propria responsabilità l'acquirente potrà richiedere un apposito certificato all'Amministrazione Finanziaria contenente le contestazioni in corso e quelle già definite (con il debito ancora "aperto"). Se questo documento non contiene indicazioni in tal senso (oppure non è rilasciato entro 40 giorni dalla richiesta) allora potrà ritenersi libero da responsabilità. |